Dall’archivio di Post n° 3: Teresa Cos

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La celebrazione della vittoria conseguita nel corso della prima guerra mondiale carica una parte del territorio nazionale di una sorta di aura. E alcuni luoghi topici delle Tre Venezie, quei luoghi in cui si era combattuto e in cui centinaia di migliaia di giovani erano deceduti, entrano – talvolta come puri e semplici nomi, talvolta come vere e proprie mete di pellegrinaggio – nell’immaginario nazionale.

A partire dagli anni venti, a questa rete di luoghi mitici (il Piave, il Monte Grappa, il Monte San Michele, il Monte Pasubio, Vittorio Veneto…) se ne sovrappone una seconda. Il regime fascista, infatti, trasforma i luoghi che erano stati teatro dei combattimenti in ossari e sacrari, raccogliendo al loro interno i corpi dei soldati caduti. Le montagne, già sacre perché su di esse era stato versato il sangue di tanti, vengono ora ulteriormente consacrate per il fatto di accogliere sul loro suolo le salme, ammassate serialmente, dei figli della patria.


  
Ormai è trascorso quasi un secolo e molto, naturalmente, è cambiato, ma – come illustrano con grande sensibilità le fotografie di Teresa Cos – di questo enorme tentativo di articolare il paesaggio in termini al tempo stesso sacrali e politici restano tuttora impresse le stimmate sul territorio.

Daniele Pisani

 

Teresa Cos (Latisana, 1982) nel 2014 ha contribuito con il lavoro All Roads Lead to Rome. Yes, But Where Exactly? alla sezione Monditalia della 14° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Tra le ultime mostre personali ricordiamo nel 2013 They came and they left and everything was the same, presso Stella McCartney – Milano ed Enten-Eller, a cura di Andrea Bruciati, presso la Galleria Massimodeluca di Venezia. Nel 2011 vince il primo premio della Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia e nel 2013 è fra gli artisti selezionati per il Workshop di Tacita Dean presso la Fundación Botín di Santander (ES).

Daniele Pisani (Castel San Giovanni, 1974) è storico dell’architettura e lavora presso l’Università IUAV di Venezia. Ha curato nel 2014 per la Triennale di Milano la mostra Paulo Mendes da Rocha. Tecnica e immaginazione ed è stato autore delle monografie Paulo Mendes da Rocha. Tutte le opere (Electa, Milano 2013), L’architettura è un gesto. Ludwig Wittgenstein architetto (Quodlibet, Macerata 2011) e «Piuttosto un arco trionfale, che una porta di Città». Agostino di Duccio e la Porta San Pietro a Perugia (Marsilio, Venezia 2009). Ha inoltre curato due volumi di Siegfried Kracauer, Strade a Berlino e altrove (Bologna, Pendragon 2004) ed Escritos sobre arquitectura (Mudito & Co, Barcelona 2011).

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http://www.teresacos.com/Teresa_Cos.html

 

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