Post n°3 & Post n°4 Digital Copy, buy now on Payhip
Il 5 April 2016, da ArtEditor

Disponibili adesso le versioni PDF del n°3 & 4 di Post magazine.

Leggi gli ultimi due numeri di Post nella loro versione ottimizzata dai nostri grafici per computer e tablet, con contenuti extra pensati appositamente per la loro versione digitale.


Post n°4
Il 3 February 2016, da ArtEditor

Convenzioni & convenzionalismiPost4 cover

Post n°4 – Convenzioni & convenzionalismi

a cura di Stefano Boscolo, Davide Daninos, Giacomo Mancin e Giulia Pravato

Secondo una delle più praticate disambiguazioni del concetto di convenzione, qualcosa (un principio, un fatto, un comportamento) è convenzionale se non è dettato da uno stato di cose immodificabile ma è in qualche misura “up to us” – in altri termini: se possiamo sceglierlo, se è il frutto di un nostro accordo (implicito o esplicito) e così via. Dove c’è un accordo ovvero una scelta condivisa da una comunità, ci sarà quindi anche convenzione: per questo non c’è spazio dell’agire-sapere – dalla giustizia alla proprietà privata, dalla politica all’etica, dal linguaggio alle scienze – che non sia almeno in parte convenzionale. In questo numero di Post, un’equipe formata da giovani filosofi, artisti visivi, semiotici, storici, scienziati politici, giuristi, matematici e fisici si impegna a demarcare i diversi contesti convenzionali e a precisare modalità e funzioni svolte dalle convenzioni tanto nel “mondo della vita” quanto nel contesto della ricerca scientifica.

All’interno i testi di Laura Amato, Antonio Bondì, Andrea Cavalli, Andrea Cavazzini & Federica Turriziani Colonna,  Filippo Costantini, Francesca Ciulla, Filippo Domaneschi, Francesco Guala, Francesco La Mantia, Diego Mantoan, Adriano Martufi, Alberto Naibo & Paolo Maffezzoli, Matteo Plebani, Laura Porro, David Ragazzoni, Letizia Thiella, Giulia Torrengo, Raffaele Ventura, Hugo Viciana.

I progetti speciali di Francesca Banchelli & Alessandro De Francesco, Josephine Baker-Heaslip & Anne Haack, Ludovica Carbotta, Laurent Derobert, Alessandra Donati & Luca Bertolo, Cleo Fariselli, Emeric Lhuisset & Samira Ouardi, Jonatah Manno, Elodie Seguin.

E le interviste a Yemina Ben-Menahem, Margaret Gilbert, Hilary W. Putnam.

Infine per inaugurare la nuova edizione digitale della rivista, Post ha commissionato un progetto d’artista studiato appositamente per la versione in Pdf, che i lettori della versione cartacea possono leggere qui a questo link: A phenomenon based on light’s vagueness /browser version.


A phenomenon based on light’s vagueness
Il 16 December 2015, da ArtEditor

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Francesca Banchelli & Alessandro De Francesco

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Francesca Banchelli, Beach Event, 2015, olio su tela, 60 x 73 cm

  

Per iniziare a fare esperienza del nuovo numero Convenzioni e convenzionalismo, Post presenta come primo episodio la visione integrale del film Warm Waters di Francesca Banchelli, posto in questa occasione in dialogo con le poesie di Alessandro De Francesco. Questo confronto è il primo capitolo del progetto che si estenderà nella nuova edizione digitale della rivista: un tentativo d’incontro, fra le immagini registrate da Banchelli e quelle raccontate dai testi di De Francesco, alla ricerca di un equilibrio dinamico che serva per indicare “uno spazio che si trova al di fuori dello schermo”, a metà fra le due diverse dimensioni poetiche.


Post n°4 Out Soon
Il 4 November 2015, da ArtEditor

Cleo Fariselli, Tabella, 2014. Courtesy of the artist

Cleo Fariselli, Tabella, 2014. Courtesy of the artist


Dall’archivio di Post n° 3: Teresa Cos
Il 2 July 2014, da Redazione Arte

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La celebrazione della vittoria conseguita nel corso della prima guerra mondiale carica una parte del territorio nazionale di una sorta di aura. E alcuni luoghi topici delle Tre Venezie, quei luoghi in cui si era combattuto e in cui centinaia di migliaia di giovani erano deceduti, entrano – talvolta come puri e semplici nomi, talvolta come vere e proprie mete di pellegrinaggio – nell’immaginario nazionale.

A partire dagli anni venti, a questa rete di luoghi mitici (il Piave, il Monte Grappa, il Monte San Michele, il Monte Pasubio, Vittorio Veneto…) se ne sovrappone una seconda. Il regime fascista, infatti, trasforma i luoghi che erano stati teatro dei combattimenti in ossari e sacrari, raccogliendo al loro interno i corpi dei soldati caduti. Le montagne, già sacre perché su di esse era stato versato il sangue di tanti, vengono ora ulteriormente consacrate per il fatto di accogliere sul loro suolo le salme, ammassate serialmente, dei figli della patria.


Dall’archivio di Post n° 3: Vittorio Cavallini & Nicola Martini
Il 10 May 2014, da Redazione Arte

  

Nicola Martini & Vittorio Cavallini

in conversazione con Davide Daninos

 

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Vittorio Cavallini – Nicola Martini, Bassa densità e due movimenti, 2011. Cemento, argilla espansa, ferro. Courtesy: gli artisti. Foto: Jacopo Menzani.

  

Davide Daninos: Mi piacerebbe iniziare a parlare di Spazio in relazione al luogo in cui siamo adesso. Mi puoi raccontare dove ci troviamo?

Vittorio Cavallini: Lo spazio è un fienile degli inizi del ‘900, che faceva parte dell’unità abitativa in cui ho vissuto per sei o sette anni, dal 2000 al 2006. Poi ho lasciato l’abitazione, ho tenuto solo il fienile, e ho incominciato a lavorarci dentro e intorno: ho creato un orto esterno, ho fatto dei cambiamenti all’interno poiché era abbandonato. L’ho pulito più volte e l’ho reso uno spazio fruibile. Poi l’ennesimo cambiamento, forse quello più decisivo, è stato quando Nicola, insieme a Jacopo Menzani, ha cominciato a condividere con me questo spazio.

DD: E da lì è cambiata la modalità.


Dall’archivio di Post n° 3: Iris Touliatou
Il 9 May 2014, da Redazione Arte

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Iris Touliatou, Chora I, 2011. Stampa d’archivio, 24×30 cm. Courtesy: l’artista. L’artista desidera ringraziare gli archivi del Museo Harisiadis/Benaki, Atene.

 

La città respira. D’un fiato tellurico e viscerale. In nuda agitazione, sotto le coltri rigide dei cristalli scuri di un’ultima e temporanea conformazione, espone senza posa la sua pulsazione. L’inquietudine della sua immagine impossibile da pacificare. Ha narici dappertutto, la città, creatura chimerica che culla nel suo arcano grembo-cenotafio le vestigia dei suoi volti trascorsi e lo spettro di quelli futuri. Dalle ferite che ne dilaniano, ne sconnettono, ne disordinano, ne disfano il manto intricato delle vie, la città rivela le insorgenze intermittenti di tutti i suoi avvenire possibili. Delle sue forme promesse, di quelle abortite, di quelle sospese. Cattedrale spontanea di metamorfosi in gestazione, la città viaggia silente attraverso gli ologrammi delle sue nascite in arrivo. Rondò in accelerazione che sfugge alla presa dello sguardo, ripete vorticosamente l’inafferrabilità del suo essere.


Dall’archivio di Post n°3: Paola Di Bella
Il 17 March 2014, da Redazione Arte

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Paola Di Bella, Ex O.P.P. il parco di San Giovanni, 2012  

 

The worst sin towards our fellow creatures is not to hate them, but to be indifferent to them: that’s the essence of inhumanity.

G.B. Shaw, 1897, ii.

I reportage di Paola Di Bella raccontano una storia di solidarietà esemplare, le cui protagoniste sono la città di Trieste e il suo storico impegno alla tutela della dignità delle fasce deboli, che l’alienazione o l’arbitraria discriminazione rischiano di annichilire. Le sue immagini ci accompagnano, infatti, alla scoperta degli emblematici tentativi tesi a superare un oltraggio sociale, a cui sono sottoposte persone prive degli strumenti materiali per affrontare la quotidianità. L’esperienza locale di Trieste si rivolge a costoro, con l’obiettivo di trasformare contesti di vita e vite, intervenendo direttamente sul territorio attraverso l’integrazione tra le politiche sanitarie, quelle sociali, quelle del lavoro e della casa.

Tale intervento è attuato su aree circoscritte di edilizia pubblica, ove si dislocano servizi, prestazioni socio-sanitarie e si investe sul luogo stesso per costruirvi organizzazioni finalizzate alla cooperatività e alla condivisione delle esperienze. Il tutto però ancora all’interno di barriere invisibili, basate su patrimoni, professione e ceto sociale, estremamente difficili da eliminare a favore di una promiscuità che sembra essere lontana.


Aspettando Post n° 4
Il 11 March 2014, da Online Editor

Vittorio Cavallini - Nicola Martini, Bassa densità e due movimenti, 2011.  Foto: Jacopo Menzani. Courtesy: gli artisti.

Vittorio Cavallini – Nicola Martini, Bassa densità e due movimenti, 2011.  Foto: Jacopo Menzani. Courtesy: gli artisti.

 

Aspettando l’uscita di Post n° 4 Convenzioni e convenzionalismo proponiamo una galleria di immagini che comprende una selezione dei progetti realizzati appositamente dagli artisti per Post n° 3 Spazio. Immagini, prospettive e mappe dell’abitare. I lavori scelti sono ora pubblicati interamente come protagonisti e accompagnati da testi che li introducono, li commentano e li raccontano attraverso la sensibilità dei filosofi e dei ricercatori che ne sono gli autori.


Post n° 3 Spazio
Il 25 January 2013, da Redazione Arte

Post n° 3: Spazio. Immagini, prospettive e mappe dell’abitare

Qual è, e dove è, lo spazio nel quale viviamo? Il tempo lo misuriamo, lo spazio, oltre a misurarlo, lo vediamo. Il tempo, nonostante avvolga tutte le cose visibili restando invisibile, non ne fa a sua volta parte: non è visibile nell’avvolgere il mondo del visibile, come non lo è nel farlo scorrere. Lo spazio, invece, avvolge tutte le cose visibili manifestandosi visibilmente, e ne fa a sua volta parte. Doppio visibile del movimento che caratterizza le cose, esso si caratterizza come base fisica dello stesso mondo fisico. Il tempo scorre, nello spazio; lo spazio resta, nel tempo.

Il pensiero è ciò che accomuna la pratica dell’artista a quella del filosofo. L’introdurre nuove linee di ricerca e nuovi punti di vista per affrontare la realtà sono elementi di collegamento trasversali fra queste due espressioni dell’essere umano. Arte e filosofia sono due campi del sapere che ci permettono di conoscere e di far conoscere il mondo. Post n° 3 Spazio si apre a questo confronto e invita artisti visivi a dialogare con i testi dei filosofi, per declinare attraverso molteplici punti di vista il tema Spazio.

All’interno testi di Tommaso Aveta, Caterina Borelli, Giorgia Bordoni, Filippo Ceccherini, Chiara Certomà, Davide Daninos, Lorenzo Giudici, Ilaria Giuliani, Nicola Giusto, Giovanni Matera, Simona Mattia, Fabio Mattioli, Agostino Peruzzi, Daniele Pisani, Federica Turriziani Colonna e con un’intervista a David Harvey.   
Con le opere di AUT, Vanni Bassetti, Evan Brownstein, Scott Cambell, Teresa Cos, Leone Contini, Paola Di Bella, Paul Gregor, Kristinn Kis, Anna Möller, Jacopo Miliani, Niccolò Mazzoni, Silvia Noferi, Fabrizio Prevedello, Saverio Tonoli Adamo, Eddie Spanier, Iris Touliatou e i progetti speciali di Vittorio Cavallini, Nicola Martini e Mirko Smerdel.

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Editore: Mimesis
Luogo e data di pubblicazione: Milano 2012
ISBN: 8857513580
ISBN-13: 978-8857513584
Pagine: 160
Formato: brossura

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